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Ologrammi

I due ologrammi del pesce giallo e della medusa azzurra-fucsia sembrano danzare nell’aria per via della trasparenza del vetro su cui sono proiettati senza svelare la fonte da cui tutto parte e fa funzionare il dispositivo. Sia che le immagini siano statiche e scattate con la fotografia o che siano in movimento e girate con la videocamera, rimane il fatto che, in entrambi i casi, le opere aleggiano in uno spazio indefinito, un luogo senza alcun riferimento al mondo che conosciamo, una sorta di realtà parallela. Questo punto di forza delle opere presentate è stato sviluppato tramite un allestimento che riuscisse a dare la sensazione di vivere per qualche minuto in un mondo alternativo in cui gli elementi dell’acqua e della vita, anche se separati, fossero presenti nello stesso luogo, nella stessa realtà plurisensoriale che la mostra ha voluto offrire, avvolgendo lo spettatore in una visione infantile come se imparasse a convivere con esperienze già conosciute ma sotto una nuova forma e dimensione.

Enrico Mattei


“L’identità di una Città”

fotografia stampata su tela ed applicata su pvc industriale
dimensione 500 cm x 145 cm

Con le spalle verso la zona “a rischio”, citando Maurizio Catelan, guardando verso la zona “sicura” e verso il futuro, oggi come 20 anni fa quando è stata scattata la fotografia di questa zona strategica della Città di Torino e delle sue fondamenta. Le Porte rappresentano per definizione l’ingresso verso un mondo nuovo e con nuovi sguardi bisogna domandarsi: dove andremmo? da dove siamo partiti? E a partire dalla percezione di cosa significa valorizzare un territorio, visualizzando concretamente i nuovi pilastri fondamentali su cui si baserà da ora in poi questa Città. L’immagine rappresenta perfettamente più stili d’architettura nel corso della storia della Città che hanno contribuito all’identità stessa.

 

 

I migranti ambientali dove andranno?

scultura e fotografia tra dibond e plexiglas
dimensione 127cm x 167 cm x 50 cm mentre la scultura è realizzata in varie resine e cristallo riproducendo perfettamente in scala una sezione del Narvalo (Monodon monoceros) di diametro assieme al dente di circa 2 m ancorata al muro sagomando il plexiglass che attraversa la foto per dare profondità all'opera

I migranti ambientali dove andranno?
Da un proprio scatto della serie Global Warming spunta una testa prorompente con un lungo corno spiraliforme attraversando letteralmente l’opera, dal senso: la forza creativa nella natura. È il dente del narvalo, realizzato in scala, forse eccessivamente rappresentato per via del color oro, Mario Merz diceva: “essere eccessivi nell'arte è una delle necessità dell'arte”. In questo modo la fotografia diventa scultura per far riflettere sui migranti ambientali, di cui dobbiamo interrogarci su dove andranno? Con quest’opera opera ho cercato di dare continuità ai miei ultimi lavori in “Vita liquida” ma soprattutto mi sono ispirata alla Genesi: alle prime creature di Dio; all’odierna questione ambientale: che queste creature mette in pericolo. “Nel quinto giorno Dio disse: Le acque brulichino di esseri viventi... Perciò Dio creò i grandi mostri marini e tutti gli esseri viventi che guizzano nelle acque, secondo la loro specie, poi li benedisse per moltiplicarli e riempire le acque dei mari.” Non parlando di pesci nel testo ho preso un cetaceo dell'Artico, mammifero che molto contribuì a forgiare l’immaginario mitologico dell’unicorno: simbolo di saggezza, purezza e castità già dal Medioevo, indicante la presenza del divino nella creatura. Come il sorgere del sole senza il quale la vita non potrebbe nascere. Si potrebbe pensare all'ecosistema terrestre come a un sistema ad ingranaggi in verticale, un po’ come quello attraverso qui Chaplin passava nel suo "Tempi moderni”. All’inizio dello scorso secolo, era ancora ben oleato e non risentiva degli sforzi maggiori a qui il genere umano incominciò a sottoporlo. Ogni sistema del genere funziona finché tutte le sue parti rimangono nella posizione originaria, o si muovono armonicamente tra loro, ma se anche un solo dente si rompesse questo a sua volta provocherà la rottura di altri, e così, una veloce reazione a catena che si ripercuote su tutto l'insieme. Noi siamo nella fase in qui stiamo pesantemente usurando i nostri ingranaggi. Non vorremmo mai sapere che cosa può accadere se solo una corrente oceanica cambiasse il suo corso. Se le vaste distese di permafrost intorno al Artico si scongelassero del tutto, liberando così le grandi quantità di metano intrappolate, gas serra molto peggiore dell’anidride carbonica. O, se grazie ai nostri scarichi di CO2 aumentasse l'acidificazione degli oceani, tantissime specie marine dipendono da una ristretta forbice nel Ph, sono specie come il plancton: alla base della catena alimentare, e noi: in quanto in cima, dipendiamo da esse. Si capisce l’interrelazione che c’è tra tutto, tutti, tutte le cose che ci circondano. E allora queste creature, create come indicato nella genesi, oppure come la scienza cerca di indicare: dove andranno senza la loro casa? La fotografia montata tra dibond e plexiglas cm 127 x 167, mentre la scultura è realizzata in varie resine e cristallo riproducendo perfettamente in scala una sezione del Narvalo (Monodon monoceros) di diametro assieme al dente di circa 2 m ancorata al muro sagomando il plexi he attraversa la foto, per dare profondità all'opera. Può essere esposto sia a muro che a pavimento.
 

“wall street...”

 

istallazione video-proiezione, 1’ 50'' HD

riflessione sulla crisi finanziaria di tutti i tempi

 
L’opera “About us” si compone di una scultura in legno con 5 listelli identici affiancata da una fotografia scattata in occasione del Salone del Mobile di Milano. La settimana internazionale del Design a Milano rimane uno degli appuntamenti più importanti del settore che lega le attività economiche alla creatività del design e che richiama migliaia di visitati rendendo la città dinamica e connessa con il mondo dell’Arte, della Moda e del Lusso. La città di Milano è conosciuta nel mondo come capitale del Design e della Moda, ma sono anche altri e molteplici i pilastri che, assieme al Design, hanno contribuito a plasmare la storia e l’identità di questa città, come per esempio l’Arte, l’Artigianato e la Cucina. Come osserva il filosofo Remo Bodei, grazie alla diffusione del Bello e all’elevazione del Gusto, resi possibili dalla pervasività delle produzioni industriali e del mercato del Design, sono stati messi in circolazione nuovi paradigmi estetici che hanno generato una “estetizzazione diffusa”. L’opera “About us”, a partire dalla percezione di cosa significa il Design, vuole visualizzare concretamente i pilastri fondamentali su cui si basa questa “estetizzazione diffusa” che è uno dei valori su cui si costruisce l’identità di Milano, come sinonimo di Lusso, Raffinatezza, Eccellenza, Gusto e Innovazione. Listelli in legno dimensione 19,5 cm x 170 cm x 10 cm caduno Fotografia su alluminio 50 cm x 70 cm con distanziale dal muro
 

“Vita liquida”

istallazione video, effetto 3D, 3’
Tecnica: Video 3'
Supporto: cubo HoloOne
Dimensioni: 55 x 55 x 55 h 160

... fluttuare nel vuoto in un mondo invisibile alla ricerca di un suo luogo e spazio, l’istallazione rappresenta perfettamente l’odierna società: la paura di non essere visibili e l’instabilità emotiva, un connubio perfetto tra tecnologia e natura, tra arte e design.

 

 

“la ricerca dell’identità”

istallazione – scultura
betulla al naturale, ferro, pietra e fiori di seta

h 2 m x 1 mq 

(ri)costruirsi un’identità culturale, come una betulla lasciata al naturale che può sopravvivere in un altro ambiente così come le trasmutazioni  genetiche dei popoli migratori.

 

“e luce sia”

Per salutare la Polaroid le rendo omaggio con diverse <<poesie della luce>>.
Traggo ispirazione dal tappeto volante di Buren.
Trasformandolo in un albero di natale stilizzato. Ogni pellicola avrà un dettaglio dell’albero. Le geometrie luminose quasi invisibili frutto dello sviluppo istantaneo conducono ad un unico pensiero: di fragilità e di continua ripro-ducibilità. Ma non dell’opera scattata in Polaroid. Processo unico e irripetibile così come lo è ogni anno il Natale dentro la nostra anima a volte buia. E allora che luce sia!!!

 

“l’amore incondizionato”

istallazione – scultura
lastra di cera, rilievo del corpo dell’artista nella posizione del sonno
h 2 m x 80 cm x 5 cm

come una fuga da un qualcosa di inaccettabile o una trasposizione è l'amore che proviamo nel manipolare il nostro corpo da secoli, attività che non conosce momenti di crisi, ma l'unica fase d'inerzia in merito e data dalla sospensione dell'attività relazionale cioè le posizioni inconsci assunte mentre si dorme.

 

"rete di Luce”

light box in alluminio  con  stampa su materiale duratranss
h 70 cm  x 50 cm x 10 cm

un attimo di contemplazione estatica...senza la luce dell’energia sarebbe il vuoto il buio e nulla si muoverebbe, nulla si creerebbe
Luce: Io sono colei che permette di vedere, senza la mia presenza nulla sarebbe, nemmeno il minerale inerte, messo in discussione dall’impossibilità di visione. Senza di me la vita muore e la morte non ha più alcuna materia da mietere. Le modulazione che si creano di conseguenza, agiscono sul vostro stato d’animo con più potere della stessa realtà...(tratto dal testo di Viviana Siviero: “Lia Pascaniuc, l'elegante cammino delle segrete corrispondenze”)

 

“mailartproject 2010”

istallazione per FLOREAN MUSEUM (Romania)
(only one size - postal card)

 
what i don’t like the quick kitchen what i have in my soul
 
 
 
 
lia pascaniuc